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Pubblichiamo molto volentieri questo articolo, apparso di recente sul sito www.economiaefelicita.it, che ci aiuta a fare chiarezza sul decreto relativo al riordino del settore del gioco d’azzardo che sta per arrivare al Consiglio dei ministri e che rischia di provocare un terremoto

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E’ molto interessante analizzare bene sia i contenuti del provvedimento che il governo sta approntando relativamente al riordino del settore dell’azzardo, sia il processo di consultazioni che si sta svolgendo per capire il peso delle lobby.

Il sottosegretario con la delega ai giochi Pier Paolo Baretta ha incontrato in prima battuta i rappresentanti dell’industria (per gli amici Lobby). Fino qua tutto bene, nel senso che sono una delle parti direttamente interessate e quindi ha senso incontrarli… il problema è che oltre ad essere un primo incontro, sembrava avere anche l’aria di essere l’unica consultazione nei piani del governo, perché né i parlamentari dell’ intergruppo contro il gioco d’azzardo, né i movimenti che rappresentano la società civile sono mai stati convocati e non hanno avuto modo di visionare la bozza dell’art.14.

Ovviamente le lobby sono le uniche che hanno avuto in anteprima questo documento e con un comunicato stampa si sono dichiarate molto contente…

Inizia a salire una sana preoccupazione: il quotidiano Vita denuncia questo modo inaccettabile di gestire le consultazioni, l’intergruppo parlamentare scrive una lettera formale chiedendo di essere messo al corrente, Baretta indispettito risponde che è disposto ad incontrare tutti.

Slotmob e NO Slot scrivono una lettera al Sottosegretario per richiedere un incontro e portare le istanze dei movimenti e delle associazioni per provare a riequilibrare quanto meno questo potere eccessivo delle lobby. E’ dura ma ci si prova.

Finalmente, non grazie al governo ma grazie al Sen. Giovanni Endrizzi (M5S), viene pubblicata on line la famosa proposta di riordino del gioco, nonostante il Sottosegretario Baretta continui ad affermare che è pubblica senza specificare su quale sito istituzionale si può trovare

Tenetevi pronti (si sconsiglia la lettura ai deboli di cuore):

1) Pubblicità. La delega fiscale richiedeva esplicitamente al governo di adottare provvedimenti che vietassero la pubblicità. Il governo risponde con un divieto in tutti i programmi per minori, nella fascia dalle 16 alle 19 ma comunque vengono esonerati da questo divieto tutti gli eventi sportivi.

Allora con estrema calma l’analisi è questa: nei programmi per minori e nella fascia 16/19 nessuno fa la pubblicità dell’azzardo, semplicemente perchè non è il target di riferimento e perchè nel giro di 2 secondi le associazioni a tutela dei minori farebbero partire “Occupy Azzardo” e le lobby, già sotto i riflettori negativamente, non se lo possono permettere. Quindi prima abile mossa, vietare la pubblicità dove già adesso non si fa. Geniale.

Ma a farci concludere che questa norma è stata scritta a 4 mani (2 del governo e due delle lobby) è la salvaguardia degli eventi sportivi: cioè se c’è una partita di serie A tra le 16 e le 19 anche se viene vista dai minori si potrà fare pubblicità! Ma il minore se è un soggetto da tutelare perchè fragile lo è sempre, non è che durante il campionato magicamente diventa maggiorenne. Allora quale è il punto? Il punto è che bisognava salvaguardare gli introiti delle emittenti televisive e radiofoniche che vendono a peso d’oro i loro prime time alle società dell’azzardo. La tutela dei minori al primo posto, ma se c’è da scegliere tra loro e i profitti delle multinazionali il governo ha il navigatore automatico impostato in una sola direzione. Una vergogna.

Il Sottosegretario Baretta ha inoltre dichiarato che sarebbe anche disposto a vietare totalmente la pubblicità, ma il problema è che l’Europa non lo consente….Poca conoscenza del problema? Forse. Nel senso che in Germania la pubblicità è già vietata, i ricorsi delle multinazionali sono partiti e la Corte di Giustizia Europea più di una volta ha dato ragione agli stati membri dicendo che, per la delicatezza del settore, limitare la pubblicità non rappresenta una limitazione agli scambi di servizi se questi servono a tutelare l’interesse generale dei cittadini. Con questi precedenti giurisprudenziali, si potrebbe vietare la pubblicità in Italia ad occhi chiusi. Se non si farà sarà solo per volontà politica, non ci raccontassero di problemi tecnici.

2) Leggi nazionali e territoriali. In questi anni comuni e regioni hanno approvato con enorme fatica leggi che limitassero l’azzardo sui loro territori, sfidando decine di ricorsi al TAR delle multinazionali spesso perdendo. Nel corso degli anni leggi importanti sono però state approvate, come quella del Comune di Genova o della Regione Lombardia. Tutto ciò è inaccettabile per il governo che sta preparando la mossa del giaguaro: fare una legislazione nazionale uniforme per tutti molto più morbida di quelle adottate dagli enti locali, in modo da far decadere automaticamente tutti i provvedimenti adottati finora da Comuni e Regioni. Splendidi.

3) Il famoso provvedimento riduci Slot. Il governo ha annunciato che vorrà ridurre le AWP (cioè quelle attualmente dentro i bar) di circa 150.000 unità. Molto bello, se non fosse che questa è una proposta della stessa lobby perché avevano una rete eccessiva e con rendimenti in calo. Ma dalla bozza pubblicata dal Senatore Endrizzi esce fuori il Particolare con la P maiuscola, ossia che tutte le AWP ritirate si trasformeranno automaticamente in un numero uguale di diritti ad installare Slot di nuova generazione! Quanta fantasia!

Che dire? I movimenti anti slot andranno da Baretta (se ci riceverà) e diranno questo, in particolare metteranno sul tavolo tutte le sentenze che ci danno la libertà di autodeterminarci per tutelare gli interessi dei più deboli vietando la pubblicità sperando che il Sottosegretario risponda portando a sua volta documenti o pareri che smentiscono, perché finora il governo si è limitato solo ad affermare che non si può fare senza uno straccio di prova.

Cosa otterremo? Con questo filo diretto tra lobby e governo forse niente, se non la possibilità di svelare questo gioco di sudditanza molto triste e impedire che ci vengano raccontare bugie promozionali su quanto questa riforma sia la rivoluzione positiva del settore che da anni tutti aspettavamo.

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