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La dimensione dell’evangelizzazione dei luoghi di lavoro fu un’intuizione di papa Montini che si travasò nel contatto con le Acli. Nel libro, grazie un’analisi accurata delle fonti, si ripercorrono gli interventi pastorali che mostrano la concezione che Montini aveva della Dottrina sociale della chiesa. Ma si ritrova anche tutto l’interesse e la predilezione per le Acli

“Il lavoro non è profano, è, a suo modo, una preghiera e una collaborazione all’azione di Dio. Il lavoro umano è sacro».

La dimensione dell’evangelizzazione dei luoghi della produzione, delle fabbriche fu un’intuizione straordinaria di Giovanbattista Montini che si travasò quasi inevitabilmente nel contatto con le ACLI, un organismo nuovo di piena espressione morale e sociale. Forse il rapporto, il legame fra Montini e il lavoro stava già nella provenienza da una terra, quella bresciana, che era tra le più avanzate nel campo dell’industrializziazione e che presentava una forte questione e presenza operaia.

Probabilmente anche l’amicizia con padre Bevilacqua e il confronto con il suo magistero lo orientarono in questo senso. I lavoratori, la classe operaia furono, dunque sempre nel cuore di Montini, un uomo che ebbe in dono un’identità ecclesiale ed intellettuale, completa, al passo coi tempi. Un uomo in grado di rischiare di fronte ai mutamenti che tumultuosi cavalcavano gli anni della ricostruzione, dell’Italia che voleva cambiare. E nel mezzo, nella possibilità reale di guidare un cambiamento stanno le giovani ACLI, le “amatissime” ACLI in un rapporto che rappresenta un vero e proprio banco di prova non solo dialettico non privo di difficoltà, incomprensioni e timori anche rispetto alle strade difficili da percorrere nel contesto di una giovanissima democrazia.

E’ questa la storia della complessità, di un rapporto non facile, spinoso, un rapporto talvolta “al limite”. Montini e le ACLI dialettica, incomprensione, dissidio, passione, amore. Nel volume “Il papa dei lavoratori” grazie ad un’analisi certosina delle fonti si ripercorrono gli interventi pastorali che hanno contraddistinto la personale concezione che Montini aveva rispetto alla Dottrina sociale della chiesa e si può ritrovare, quasi in ogni pagina, anche in quelle più difficili, l’interesse e la predilezione per un’associazione comunque “figlia ” che si qualifica come punto unico di riferimento per i lavoratori cristiani.

"Con l’odio non si crea, con la concorrenza e le leggi spietate dell’economia non si può far del bene» aveva avuto modo di dire Papa Paolo VI. Parole attualissime, che paiono ancora oggi delle vergate. Ecco perché le “amatissime ACLI” intendono raccogliere la sfida, ancora una volta.

Citazioni

“In Montini più del gesto valeva il pensiero. Un pensiero fondato e continuamente ruminato. (…) Tutto infatti nel papa bresciano sembrava risalire a un’attitudine meditativa sul vivere prima ancora che sulla pastorale”. (Giovanni Bianchi – Introduzione)

“Giovanni Battista Montini, nato e cresciuto nel cuore del popolarismo italiano, è un punto di riferimento ineludibile della vicenda nazionale ed europea. E questo libro non solo colma una lacuna, quanto prova ad evitare una possibile omissione”. (Giovanni Bianchi – Introduzione)

“Le Acli nella visione montiniana sono uno strumento privilegiato di un’iniziativa missionaria di respiro epocale”. (Giovanni Bianchi – Introduzione)

“Le Acli sono il ponte, la congiunzione tra la Chiesa e le masse, e direi, non soltanto con esse, ma con i tempi moderni” (Paolo VI ai giovani aclisti 20 luglio 1958)

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