La comprensione  implica la presenza di un intelletto abbastanza grande da contenere ciò che si vuole capire…

Comprendere è un verbo composto che deriva dall’unione di cum (insieme, con) e prehendere (prendere, afferrare), comprendere quindi corrisponde a ‘prendere insieme’ (sottinteso attraverso l’intelletto) e quindi ‘contenere in sé’. La comprensione quindi implica la presenza di un intelletto abbastanza grande da contenere ciò che si vuole capire (di nuovo contenere, come nella parola capienza, di nuovo volumi a confronto).

Chi è fuori da un’esperienza di Fede vissuta riesce a ragionare solo in termini di ‘conservatori’ e ‘progressisti’ (posto che questi termini mantengano ancora un senso, visto che le istanze di conservazione, ad esempio della natura o delle opere d’arte e l’acquisizione che il cosiddetto progresso non sia di per sé un valore sono largamente e trasversalmente condivise) o, ancora più oscuramente, in termini di ‘destra’ e ‘sinistra’. Questo provoca un restringimento tale della capacità intellettiva, da rendere assolutamente incomprensibile la discussione avvenuta tra i padri sinodali. L’idea di persone che si riuniscono in preghiera chiedendo l’assistenza dello Spirito Santo per le loro decisioni è talmente paradossale per i nostri commentatori laici da non poterla neanche prendere lontanamente in considerazione se non come una pietosa scusa. Questo rende completamente incomprensibile la vita della Chiesa a gran parte dei commentatori dei media. Spero che chi abbia fatto parte attiva di una comunità cristiana o anche semplicemente abbia seguito con devozione una processione (e che quindi può comprendere) si renda subito conto di ciò e non dia troppo peso ai commenti sui giornali riguardo questi argomenti.

Non so se qualche commentatore laico abbia meditato sul fatto che sinodo vuol dire ‘camminare insieme’ (sun = insieme odos = cammino, via) nel doppio senso di ‘convergere da diverse strade e proseguire uniti’, quello che credo di sapere è che mentre un fedele ha in media identiche capacità di comprensione di un miscredente per le cose del mondo, sulla dimensione trascendente le cose stanno in maniera molto più asimmetrica.

Anche questo è un dono della fede.

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