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La corruzione colpisce con modi ormai noti: non si può dire di non sapere. Nadia Fiorino ed Emma Galli illustrano con chiarezza specificando le ragioni che danno luogo a questo fenomeno: purtroppo l’Italia riconosce tante di queste ragioni, al punto da risultare un paese… esemplare. La corruzione influisce sull’energia di una nazione: come spiega Marco Bonarini di fatto essa distrugge, […]

La corruzione colpisce con modi ormai noti: non si può dire di non sapere. Nadia Fiorino ed Emma Galli illustrano con chiarezza specificando le ragioni che danno luogo a questo fenomeno: purtroppo l’Italia riconosce tante di queste ragioni, al punto da risultare un paese… esemplare.
La corruzione influisce sull’energia di una nazione: come spiega Marco Bonarini di fatto essa distrugge, rende inutilizzabile l’oggetto, non più utile per lo scopo pensato. Marco compie una piccola e preziosa indagine su questa idea a partire dalla Bibbia per arrivare al Magistero sociale della Chiesa: la corruzione si nasconde, la corruzione si sente.

La corruzione è anche una questione culturale. Fabio Mazzocchio riprende il pensiero di Machiavelli per farci capire come una malata commistione tra interessi privati e interessi pubblici rischi di sterilizzare il bene comune, di stritolare la morale della vita comune. Un pezzo da leggere con attenzione. Perché, come illustra Cristiano Nervegna, la corruzione è qualcosa di più di un sistema economico parallelo, è un vero e proprio sistema culturale fondato sulla cultura dell’accaparramento, anziché sulla cultura del merito.

La corruzione è dunque più di un danno economico e sociale: è un danno morale. Per questo molte legislazioni si sono impegnate a trovare una via d’uscita. Antonio La Spina riassume gli strumenti che la legislazione italiana si è data per contrastare la corruzione, proponendo un interessante parallelo con la lotta alla mafia. Così anche il pezzo di Antonio Russo, dove il collegamento tra corruzione e mafia diventa più esplicito e propone un’idea assoluta: senza legalità non c’è futuro economico che sia contemporaneamente anche democratico e sociale.

La debolezza di un popolo e di uno Stato si misura anche attraverso la corruzione, dunque. Nei momenti di slancio ideale essa arretra, perché ciascuno sente di dare il proprio contributo ad una costruzione collettiva. Nei momenti di ripiego essa avanza, perché ciascuno cerca il proprio particolare, anche – come in questo caso – a scapito degli altri, perfino dei più poveri. Non sempre la ricchezza di una nazione incide: a volte è proprio nei momenti di euforia economica che si annida la corruzione.

Se avrete la pazienza di leggere i tanti pezzi che vi proponiamo, capirete subito che la corruzione è più di ciò che essa è. Per questo va contrastata a più livelli, oltre sé stessa. È un’opera grande. Non vogliamo credere che basti un pugno di euro a sconfiggere una volontà di vita, di giustizia e di libertà di tutto un popolo.

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