La falsa tecno-scienza che riempie di proclami i nostri media non funziona, non produce farmaci o strumenti utili all’uomo, non produce nuova conoscenza della natura. La scienza deve tornare a ricercare l’armonia e a riscoprire il limite. Più uno scienziato è a contatto con il reale, con la necessità di costruire ‘qualcosa che funzioni’, più deve avere ben presente il senso del limite

Enrico Medi, uno dei più brillanti fisici italiani dello scorso secolo, uomo di fede profonda e fondatore della Lega Missionaria Studenti, così motivò la sua scelta di iscriversi alla facoltà di fisica piuttosto che a una facoltà umanistica ‘Non mi interessa studiare la storia degli errori degli uomini, piuttosto sento il desiderio di contemplare l’opera di Dio’.

Lo stesso afflato si ritrova in quasi tutti gli scienziati veramente creativi della storia, è un sentimento che ha una stretta parentela con l’ispirazione artistica e quindi con l’amore per l’armonia. Senza armonia non può esistere né scienza né bellezza. L’armonia implica l’esistenza di una relazione che lega i differenti fenomeni per cui solo poche combinazioni delle infinite possibili sono reali e osservabili (se così non fosse sarebbe privo di senso scrivere le regolarità della natura sotto forma di equazioni).

La scienza dove forse l’armonia del creato è più facilmente palpabile è la chimica. Non a caso la tavola periodica degli elementi è stata immaginata da scienziati-musicisti (Mendeleev era un ottimo pianista, il suo collaboratore Borodin uno dei membri più creativi del cosiddetto ‘gruppo dei cinque’ che fondarono la moderna tradizione musicale russa): gli elementi si distribuiscono in ottave e le valenze corrispondono agli accordi ben formati della scala tonale.

Armonia è senso del limite, e più uno scienziato è a contatto con il reale, con la necessità di costruire ‘qualcosa che funzioni’, di ottenere un ‘risultato ripetibile’, più deve avere ben presente il senso del limite. La termodinamica è l’unica scienza fondata (non semplicemente applicata) dagli ingegneri, cioè dai tecnici per eccellenza, essa tratta precipuamente delle ‘trasformazioni possibili’ dei vincoli a cui qualsiasi sistema macroscopico deve obbedire nella sua evoluzione temporale.

Non a caso Einstein affermava: "Una teoria è tanto più importante quanto maggiore è la semplicità delle sue premesse, quanto più diversi sono i tipi di cose che correla e quanto più esteso è il campo della sua applicabilità. Di qui, la profonda impressione che ho ricevuto dalla Termodinamica classica. E’ la sola teoria fisica di contenuto universale di cui sono convinto che nell’ambito di applicabilità dei suoi concetti di base non verrà mai superata”.

La termodinamica classica di cui parlava Einstein era stata fondata da ingegneri alle prese con problemi tecnici: se volevano che le loro macchine funzionassero si dovevano rendere conto dei loro limiti di rendimento, di cosa si poteva e non si poteva fare, di ciò che rimaneva invariato (il primo principio della termodinamica, la conservazione dell’energia) e, cosa ancora più rilevante, ciò che non si poteva ottenere, il secondo principio che pone dei limiti insormontabili alla trasformazione del calore in lavoro e quindi dimostra impossibile il moto perpetuo.

Come può allora il Santo Padre, scrivere nella sua ultima enciclica "di fatto la tecnica ha una tendenza a far sì che nulla rimanga fuori dalla sua ferrea logica, e «’l’uomo che ne è il protagonista sa che, in ultima analisi, non si tratta né di utilità, né di benessere, ma di dominio; dominio nel senso estremo della parola». Per questo «cerca di afferrare gli elementi della natura ed insieme quelli dell’esistenza umana’. Si riducono così la capacità di decisione, la libertà più autentica e lo spazio per la creatività alternativa degli individui (n. 108)”.

Di quale tecnica sta parlando se abbiamo visto che il vero pensiero tecnico-scientifico è esattamente l’opposto? Come può l’uomo Bergoglio essersi dimenticato i suoi studi di perito chimico e quindi la necessaria conoscenza dei principi della termodinamica?

Evidentemente sta parlando di un’altra tecnica, di una tecnica stravolta, del solito vecchio trucco dell’Antico Nemico di atteggiarsi a ‘scimmia di Dio’. E allora andiamo a vedere di quale sia la tecnica che punta al ‘dominio estremo’. Intanto notiamo che essa non vive nella materia, la materia (al contrario di quanto pensava l’eresia gnostica di cui l’attuale pensiero dominante è una versione aggiornata, prima i cattolici si renderanno conto che siamo di fronte a una religione alternativa e non a un secolarismo, meglio sarà per tutti) è cosa buona, è opera di Dio, non di un artefice maligno. La falsa tecno-scienza che riempie di proclami i nostri media (trovato il gene responsabile del cancro, la molecola della memoria, l’elisir per vivere fino a cento anni..) semplicemente non funziona, non produce farmaci o strumenti utili all’uomo, non produce nuova conoscenza della natura.

Sono circa trenta anni che la ricerca farmacologica non genera cure veramente nuove (abbiamo bisogno di abbandonare i proclami ideologici e ripartire con l’umiltà della ricerca di base) e gli indubbi progressi nelle protesi, negli strumenti di diagnostica, nello sfruttamento di energie alternative sono stati fatti da tecnici e scienziati che umilmente si sono dati da fare con i vincoli posti dalle leggi di natura che soli rendono possibile e fruttuoso il loro lavoro. Ogni tronfio proclama di dominio lanciato da chi confonde il linguaggio con la realtà materiale (la tecnologia informatica incorre speso in questo errore) si è sempre coperto di ridicolo.

Mi ricordo ancora quando venti anni fa l’IBM lanciò il progetto ‘Big Blue’ in cui un super-computer avrebbe dovuto risolvere, per pura forza bruta di calcolo, il problema del ripiegamento tridimensionale delle proteine…un fiasco colossale! Eppure ancora ai nostri giorni il presidente Obama magnifica le magnifiche sorti e progressive della ‘Brain Initiative’ miliardi di dollari buttati per ‘ricostruire la mappa del cervello sul computer’.. c’è da rimanere sconcertati, basta un corso universitario di materie biologiche per sapere che questa mappa semplicemente non esiste in quanto il cervello è struttura eminentemente plastica la cui funzione non ha un rapporto univoco con la struttura.

Ma allora? Sono diventati tutti ignorantissimi? Magari fosse, io temo che le cose stiano in maniera molto peggiore, qui si tratta di promuovere una perniciosa idolatria attraverso un feticcio: la tecnica risolutrice che rende automaticamente impossibile ogni opposizione a meno di non voler essere tacciati per persone di piccola intelligenza, la tecnica come unica e superiore sorgente del diritto. Che poi questa tecnica non sia vera, non funzioni nel mondo materiale, alle elite dominanti non importa nulla, la nuova religione predica la programmatica separazione della volontà dai limiti della natura (non a caso Papa Francesco nella stessa enciclica ci fa notare le risonanze tra questa ottica di dominio e la teoria del gender). Al contrario la tecnica deve solo essere adorata e mai messa alla prova.

Roba tosta insomma, battaglie epocali a cui noi cattolici dobbiamo andare ben corazzati e preparati, arma essenziale dell’esercito del bene è allora proprio la scienza vera, onesta e leale, quella splendida creazione della cultura cristiana che ci consente di smascherare gli inganni di una falsa tecnocrazia. E’ il tempo di aprire i libri di metodologia statistica e di chimica-fisica, lasciate stare per un pò storia, diritto e sociologia, non c’è tempo da perdere, dal campo di battaglia già si sente il clangore delle armi.

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