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L’esperienza di ENAIP dimostra che, proprio in tempi di crisi economica e occupazionale, di svilimento del lavoro e della conoscenza, si può continuare a fare formazione ad alto livello. Si possono costruire profili professionali coerenti e completi, adottare metodologie formative in grado di prepare i giovani, coinvolgere e accompagnare le imprese

Molte sono le domande e le emergenze che ci incalzano: crisi economica, precariato, disoccupazione. Urgenti sono le risposte che il mondo della politica e delle istituzioni è chiamato a dare.
Che fare? Che cosa serve oggi ai giovani per entrare (e rimanere) nel mondo del lavoro? Cosa serve al mondo delle imprese per avere giovani qualificati (e sui quali investire)?

Il sistema della formazione professionale iniziale, presente in alcune regioni, sviluppa da tempo concrete piste di lavoro che vanno nella direzione di promuovere un effettivo incontro tra i bisogni professionali espressi dal sistema produttivo locale e le offerte in termini di profili e percorsi formativi dei giovani. Sono linee d’azione che oggi trovano un iniziale spazio, in dimensione nazionale e istituzionale, anche nel documento del Governo sulla Buona Scuola.

Siamo convinti che sia proprio la constatazione dello scarto evidente tra le competenze richieste dalle aziende e l’offerta proveniente dalla scuola che sollecita a riconoscere un rinnovato valore alla molteplicità delle proposte formative. Una scuola che dialoga con il mondo del lavoro, infatti, dimostra di riuscire non solo a integrare saperi, ma a promuovere nei giovani quelle capacità di autonomia e responsabilità che si rivelano decisive per compiere scelte formative e professionali consapevoli, in grado di durare nel tempo.

Se l’apprendimento si apre a nuovi scenari virtuali e agli strumenti digitali, non può però prescindere dalle potenzialità che si realizzano nel recupero della dimensione manuale, reale scenario della creatività che si fa opera, prodotto, valore concreto. Perciò la scoperta e lo sviluppo dei talenti dei giovani passano anche attraverso la riscoperta dei mestieri e delle specificità del settore produttivo italiano.

Valorizzare e incrementare l’Istruzione e Formazione Professionale come offerta formativa di pari dignità con la scuola, farne conoscere la qualità e la storia significa offrire una valida opportunità alternativa ai percorsi di istruzione superiore, oltre ad intervenire per contrastare gli abbandoni e la dispersione scolastica.

Richiamare il valore del lavoro in tutti i suoi aspetti (economici, etici, produttivi, culturali), riaffermare la centralità del lavoro manuale e qualificato e rafforzare l’apprendimento fondato su esperienze concrete può creare un percorso virtuoso che recupera la motivazione dei giovani, garantisce libertà di scelta e disegna nuove prospettive per rilanciare lo sviluppo produttivo del nostro Paese .

Su un piano concreto, l’esperienza di ENAIP dimostra che, proprio in tempi di crisi economica e occupazionale, di svilimento del lavoro e della conoscenza, si può continuare a fare formazione ad alto livello anche valorizzando strumenti come l’apprendistato. L’impegno quotidiano è quello di costruire profili professionali coerenti e completi, di adottare i metodi didattici e le attività formative che, più di altre, preparano ad acquisire una qualifica e soprattutto convogliare risorse, coinvolgere e accompagnare le imprese, che offrono opportunità di esperienze in cambio dello sviluppo di elevate professionalità. Insieme agli altri Enti della Formazione Professionale, in questi anni ENAIP ha costruitola propria proposta formativa sui progetti integrati che costruiscono autentiche connessioni tra formazione e lavoro.
Il laboratorio, il tirocinio, l’impresa formativa simulata sono alcune di queste esperienze didattiche di successo.

Nell’impresa formativa simulata ad esempio si fondono formazione e proposta imprenditoriale, coordinamento con le strutture del territorio, consapevolezza del proprio profilo professionale. È qui che entrano in gioco motivazione, capacità di affrontare problemi, gestione della complessità, acquisizione di crescenti gradi di autonomia e di responsabilità. L’allievo vive un’esperienza formativa in un ambiente che riproduce le stesse condizioni che troverebbe in una realtà lavorativa, diventando protagonista del proprio apprendimento. In sostanza impara lavorando.
Nell’impresa formativa simulata il giovane impara ad affrontarele attività produttive in autonomia e con la reale disponibilità di risorse economiche, strumentali e temporali, in una sorta di equivalenza professionale.

La formazione può essere, per la scuola, un interlocutore privilegiato per elaborare, insieme ad altre istituzioni, una nuova idea di scuola, offrendo la sua esperienza per un reale ed efficace rinnovamento dell’intero sistema formativo.

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