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In Italia povertà economica e povertà educativa stanno assumendo le caratteristiche di un circolo vizioso: gli studenti che abbandonano la scuola sono più soggetti alla disoccupazione e sono ad alto rischio di esclusione sociale. L’attenzione al tema della dispersione scolastica ha portato chi si occupa di povertà educativa a sperimentare vari tipi di interventi. En.A.I.P. Piemonte partecipa all’iniziativa, promossa dalla Regione Piemonte, dal titolo "Obiettivo Orientamento Piemonte"

In Italia povertà economica e povertà educativa stanno assumendo le caratteristiche di un circolo vizioso: studi sul tema mostrano come gli studenti che abbandonano la scuola, “sono più soggetti alla disoccupazione, hanno bisogno di più sussidi sociali e sono ad alto rischio di esclusione sociale, con conseguenze sul benessere e la salute. Inoltre, tendono a partecipare meno ai processi democratici” (Tuttoscuola, Dossier Dispersione scolastica).

Nel nostro paese, nel 2014, i giovani in condizione di “Neet” erano il 26,2% sebbene il Piemonte si attesti al 21,3%: entrambi i dati sono comunque al di sopra della media dell’UE (15,4%). Uno studio dell’Ires sui giovani piemontesi tra i 15 e i 29 anni (circa 597.000 pari al 13,6% della popolazione) mostra come, sul fronte del lavoro, il 15,8% sia inattivo (il dato sale per gli stranieri), mentre riguardo l’abbandono scolastico, nonostante un notevole miglioramento nell’ultimo decennio, nel 2015 il dato si attesta sul 12,6%. Rispetto ai dati sulla popolazione “Neet” circa 19.000 ragazzi fra i 15 e i 19 anni (1 adolescente su 10) il 50% è rappresentato da adolescenti con difficoltà scolastiche pregresse, drop out e in possesso di titoli di studio non superiori alla licenza media.

L’attenzione al tema della dispersione scolastica ha portato gli operatori degli istituti educativi che si occupano di povertà educativa a sperimentare negli anni vari tipi di interventi. En.A.I.P. Piemonte partecipa, da ottobre 2016, all’iniziativa promossa dalla Regione Piemonte dal titolo Obiettivo Orientamento Piemonte su tutto il territorio regionale.

In coerenza con gli approcci di Welfare Comunitario
che ritengono fondamentale la costruzione di una rete tra operatori pubblici e del privato sociale per fare in modo che il linguaggio, gli approcci e le modalità di intervento si uniformino, il progetto ha favorito la costituzione di un partenariato allargato in cui rientrano soggetti di differente natura: Centri per l’Impiego, Agenzie per il lavoro, Scuole pubbliche e private, Associazioni Sindacali e Datoriali, Enti Locali (informagiovani) e servizi Socioassistenziali. Questo partenariato deve fungere da volano di un continuo scambio di informazioni su ragazzi che presentino forme di povertà educativa.

Il progetto vuole mettere a sistema innovazioni di processo e strategie di governance per diffondere su diverse province e su più ordini scolastici le azioni che hanno dimostrato la loro efficacia. Molto importante è la costruzione di una rete “a maglie strette” dove si intrecciano le azioni di tutti i servizi che intercettano i giovani e che preveda, laddove la/il ragazza/o esca da un sistema, strumenti atti ad agganciarlo ad un altro.

Considerando il fenomeno della dispersione scolastica nel suo complesso, l’iniziativa Obiettivo Orientamento Piemonte dà grande rilevanza all’attività di prevenzione: gli operatori agiscono sulla scuola media inferiore e sui primi anni della scuola superiore nell’individuazione dei sintomi di disagio, nell’offrire interventi informativi e orientativi in cui si costruisce un senso di maggiore efficacia ed una idea della scuola che non abbandona ma al contrario trova linguaggi diversi per comunicare.

Parte importante del progetto è infine caratterizzata dall’attività di intercettazione e intervento sui “dispersi” tramite l’attivazione di azioni mirate per individuare e coinvolgere i soggetti che più difficilmente entrerebbero in contatto con servizi orientativi: i giovani in stato di dispersione scolastica/formativa o i NEET. Il rafforzamento dei rapporti istituzionali con i servizi locali dedicati alla prevenzione ed al recupero della dispersione con altri servizi per l’inserimento lavorativo dei giovani (Centri per l’impiego, Agenzie per il lavoro) e con i servizi socio-assistenziali rappresenta una strategia chiave per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Altro aspetto importante è il consolidamento delle relazioni fra le scuole e le agenzie formative per individuare i giovani a rischio di abbandono. È altresì fondamentale la collaborazione con le associazioni locali di aggregazione giovanile e quelle di promozione sportiva, privilegiando i rapporti con gli organismi coinvolti nei progetti dei territori.

Per migliorare la capacità di intercettare i ragazzi le agenzie che costituiscono il partenariato del progetto hanno messo a disposizione un monte ore di apertura del servizio di accoglienza (20 ore) che si articola in modo tale da garantire la massima accessibilità possibile. In totale in Piemonte sono attivi 170 sportelli.

Inoltre, all’interno del progetto è stata predisposta una procedura per “agganciare” i giovani a rischio di dispersione: le Scuole, le Agenzie formative, i Centri per l’Impiego che individuano giovani a rischio di dispersione o dropout, hanno la possibilità di fare delle segnalazioni a un indirizzo mail (in totale 4 come i quadranti in cui è suddivisa la Regione Piemonte) tramite una scheda condivisa.

Le caselle di Posta Elettronica sono presidiate dal capofila del Raggruppamento RT che verifica le nuove segnalazioni, effettua un primo filtro per verificare l’effettiva condizione del ragazzo /della ragazza e stabilisce le priorità per i contatti telefonici. La presa in carico dell’adolescente o del giovane da parte di un componente del RT avviene sulla base del criterio della territorialità e dell’accessibilità per l’utente (in termini di vicinanza dall’abitazione o dalla scuola che frequenta o presso cui è iscritto).

Le attività del progetto obiettivo orientamento Piemonte
Se il giovane si dimostra interessato a partecipare alle iniziative di Obiettivo Orientamento Piemonte potranno iniziare le attività previste dal progetto:

Colloquio intervista mirato
Colloquio finalizzato a delineare la domanda orientativa individuale e a una successiva esplorazione finalizzata alla definizione della progettualità individuale.
Seminari e/o incontri orientativi di sensibilizzazione di gruppo
I contenuti sono relativi a diverse aree di interesse: modalità di assolvimento dell’obbligo, opportunità e offerte formative del territorio, le tipologie di contratti di lavoro.
Percorsi integrati di educazione alla scelta
Il servizio è rivolto prioritariamente alle classi seconde e terze delle Scuole Secondarie di I grado. Obiettivo dell’azione è supportare ed accompagnare i giovani nella transizione tra i Sistemi (Scuola-FP-Lavoro).
Percorsi di orientamento alla professionalità di gruppo
Il servizio è un itinerario formativo e orientativo finalizzato all’acquisizione di strumenti di esplorazione delle professioni, attraverso visite nei laboratori, e di ricerca attiva del lavoro.
Tutoraggio individuale
Supporto ed accompagnamento del giovane alla realizzazione del suo progetto orientativo.
Colloqui orientativi individuali
Consulenza orientativa per migliorare la conoscenza di sé al fine di definire meglio il proprio progetto individuale.
Bilancio motivazionale attitudinale
Percorso individuale di approfondimento delle potenzialità, abilità e conoscenze a sostegno delle situazioni caratterizzate da assenza progettuale o da scarsa capacità di scelta, finalizzato ad elaborare una scelta e un progetto individuale.

Conclusioni
Contrastare la povertà educativa risulta oggi fondamentale anche in vista dell’inserimento nel mercato del lavoro, è ormai consolidato che le imprese richiedano competenze (non più solo “forza lavoro”!). L’offerta di formazione deve quindi adeguarsi alle nuove esigenze e di finalizzare i propri contenuti tradizionali all’acquisizione di competenze.

Le competenze sono sempre più considerate tra le “risorse” maggiormente pregiate di una persona, di una comunità, di un territorio, di un’impresa. Come diceva già D. Peter all’inizio degli anni novanta, nel futuro «le principali attività creatrici di ricchezza non saranno né l’allocazione del capitale ad usi produttivi, ne il lavoro….. In futuro il valore sarà sempre più creato dall’innovazione, cioè dalla conoscenza applicata a/lavoro». Per far funzionare l’innovazione servono competenze. Per stare dentro e al passo con l’innovazione, la società e le imprese hanno bisogno di persone competenti; le persone devono costantemente aggiornare, accrescere, affinare le proprie competenze.

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