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Proponiamo un intervista all’onorevole Elena Centemero deputato di Forza Italia-Il Popolo Della Libertà, Presidente Commissione Equality and Non Discrimination del Consiglio d’Europa, Rapporteur Sistemi Elettorali del Consiglio d’Europa e membro della I Commissiine Affari Costituzionali Camera dei Deputati

Quale sistema elettorale può favorire una più consapevole partecipazione dei cittadini? Il suo partito cosa propone?

"Come Presidente della Commissione Eguaglianza e Non Discriminazione del Consiglio d’Europa ho messo al centro del mio operato il valore delle donne nello spazio pubblico e soprattutto nella vita politica e per il bene comune. Sono stata invitata in molti parlamenti nazionali dei 47 Stati del Consiglio d’Europa per portare il mio contributo e individuare le misure e le azioni utili per una effettiva democrazia paritaria. Le donne e gli uomini devono avere le stesse opportunità di contribuire alle vita politica ed istituzionale del proprio paese, migliorandolo, innovandolo e sostenendo politiche efficaci.
La Commissione di Venezia del Consiglio dice con chiarezza che non si può parlare di democrazia senza una effettiva ed eguale partecipazione e presenza delle donne. Ecco, io mi batto da sempre per affermare questo valore ormai improrogabile in un mondo in cui il talento delle donne è un valore aggiunto e può incidere in maniera determinante sulla società, sull’economia e sulla politica. Partendo da questo, e nella consapevolezza che i sistemi elettorali sono il cuore della democrazia, ritengo che il sistema proporzionale sia quello che più di tutti favorisce l’effettiva parità tra donne e uomini. Accanto a questo, vi sono le quote e l’eliminazione delle pluricandidature. Forza Italia è per un sistema proporzionale, con collegi che favoriscano la scelta da parte delle elettrici e degli elettori. Siamo decisamente contrari alle preferenze, un sistema che porta con sé troppi compromessi e molta corruzione. In ogni caso, l’unità sulle regole del gioco è il presupposto migliore per tornare al voto, affidando alle cittadine e ai cittadini la responsabilità della scelta della maggioranza politica che dovrà sostenere il Governo nella prossima legislatura."


Al di là di un diverso sistema elettorale cosa serve oggi alla politica italiana?

"Credibilità e pragmatismo”. E’ compito poi della politica ritrovare i suoi contenuti e ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadine/cittadini ed istituzioni e rianimare la partecipazione alla vita pubblica. La ricerca del consenso ad ogni costo, purtroppo, ha fatto promettere ai politici tutto e il contrario di tutto, e questo ha portato la politica lontano dalla realtà e dai veri bisogni delle persone. Serve serietà: dire ciò che si può fare e avere il coraggio di dire ciò che non è possibile realizzare. La crisi della politica e della “democrazia del pubblico” ha generato sfiducia, rabbia e diffidenza. Occorre, pertanto, ricostruire unità nel corpo sociale e politico con misure urgenti per ridurre le disuguaglianze e contrastare la povertà dilagante, attraverso la formazione, il lavoro, l’inclusione sociale attiva. Particolare attenzione deve essere rivolta alle persone in condizione di povertà, alle giovani e ai giovani e al loro futuro. Come donne e uomini impegnati in politica dobbiamo saper guardare lontano, essere lungimiranti, evitando di rimanere concentrati solo sull’immediato."

In che modo possono essere riformati i partiti e il Parlamento per renderli finalmente capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini?

"La riforma dei regolamenti parlamentari è certamente un passaggio necessario per consentire maggior efficacia e velocità ai processi legislativi. Ma l’intervento principale e improrogabile è la semplificazione e la chiarezza delle leggi. Troppo spesso i testi di legge sono inutilmente complessi, a volte addirittura incomprensibili. Il rischio è che le cittadine e i cittadini finiscano per ritrovarsi come Renzo che, con il suo cappone, è caduto in balia del dottor Azzeccagarbugli. Questo sarebbe imperdonabile!"

La riforma del bicameralismo partitario può essere una strada utile da percorrere? In che senso?

"Quando Forza Italia si è schierata per il No al referendum costituzionale dello scorso dicembre, abbiamo chiarito da subito che la nostra non era, e non è, una posizione retriva. Noi sosteniamo la necessità di una riforma Costituzionale che semplifichi le istituzioni del nostro paese ma abbiamo ritenuto e restiamo convinti che l’intervento riformatore dovesse essere il frutto di un percorso condiviso per arrivare ad un cambiamento davvero incisivo e costruttivo. Per questo ho presentato un disegno di legge per l’elezione di una nuova assemblea costituente, in cui tutte le donne e gli uomini migliori del Paese diano un contributo per cambiare le istituzioni. La Riforma Renzi-Boschi ha mostrato tutto il suo limite nelle modalità di approvazione oltre che nei contenuti e nella mancanza di rispetto per il popolo e per le istituzioni. Non vogliamo che si ripeta lo stesso errore."

Quali nuovi strumenti democratici possono favorire la partecipazione dei cittadini? Che ruolo può avere la società civile, i cosiddetti corpi intermedi, per realizzare una riforma della politica in senso sussidiario?

"La politica deve tornare nelle mani delle cittadine e dei cittadini, di chi conosce la realtà e può proporre risposte efficaci e strutturali ai problemi della collettività. Sono necessarie idee e persone credibili, ora prevalentemente impegnate nel volontariato e nelle professioni, per una nuova stagione di impegno, per una legislatura costituente, anche su pochi singoli punti fondamentali di revisione della forma di governo definita nel 1948, come il superamento del bicameralismo paritario e la ridefinizione del rapporto Stato-Regioni.

La scorsa settimana con il Presidente Berlusconi abbiamo incontrato giovani imprenditrici ed imprenditori, esponenti del mondo delle professioni. Mi sono accorta di quante risorse ha questo paese, di quante donne e uomini innovativi, preparati e impegnati ci siano in Italia e di quanto la politica sia indietro e fuori dal tempo. Ecco sono d’accordo con il Presidente Berlusconi: dobbiamo ripartire da lì!"

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