La politica, intesa nel suo significato originario di cura della cosa pubblica, può tornare ad acquisire un sapore differente solo se ogni cittadino viene chiamato in causa e torna ad essere protagonista della vita politica

Mentre scrivo, l’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati ha acconsentito che 10 milioni di Euro venissero erogati ai partiti per effetto della cosiddetta “Legge Boccadutri”. Una sanatoria che consente l’erogazione di rimborsi elettorali ai partiti (che quindi come capirete non sono stati affatto aboliti) senza alcun controllo sui bilanci di questi (pur essendoci una legge che stabilisce l’esatto contrario). Insomma una mossa per eludere i controlli che devono essere fatti sui bilanci dei partiti.

Perché vi scrivo questo? Perché ritengo che sia un tassello fondamentale per comprendere la crisi dei partiti e la credibilità democratica nel nostro Paese.

C’è un tratto d’unione che lega i cittadini alla politica ed è la partecipazione. Se viene a mancare questa, vengono meno i principi democratici che fondano le nostre istituzioni. Ed è un dato di fatto che tante condotte reiterate, come quella che ho appena raccontato, allontanino sempre i cittadini dalle istituzioni, lasciando un vuoto nella vita politica del Paese.

Come vi sentite a pensare che mentre affrontate le sfide quotidiane, anche economiche, alcuni vostri rappresentati politici acconsentono ad uno scempio tale? Ed è proprio questo sentimento a creare quel circolo vizioso che la democrazia rappresentativa amplifica ancor di più.

Nella democrazia rappresentativa, difatti, ogni cittadino con il proprio voto permette l’elezione di rappresentanti politici per essere governati nell’interesse della collettività. Ma se il rappresentante viene meno al mandato elettorale, alle promesse e all’impegno assunto nei confronti dei cittadini, allora dovrebbe esserci un metodo per far decadere questo rappresentante dal proprio mandato.

Questo non accade e quindi i cittadini si organizzano, in gruppi sempre più numerosi per amministrare e amministrarsi.

La partecipazione e la democrazia sono principi sui quali il Movimento 5 Stelle fonda la propria azione amministrativa e di governo. L’elettore diventa protagonista delle scelte politiche e i rappresentanti sono vincolati alle promesse fatte e al programma per il quale sono stati scelti.

È di pochi mesi fa il primo grande progetto: la redazione di una legge elettorale diretta espressione dei cittadini iscritti al blog beppegrillo.it. Sul portale si sono svolte una serie di votazioni che hanno permesso la formulazione della legge elettorale che poi il gruppo parlamentare ha depositato alla Camera ed al Senato.

Questo processo ha rappresentato un momento di cultura (ogni votazione era anticipata da una approfondita spiegazione dei vari fattori che costituiscono una legge elettorale) e di partecipazione diretta dei cittadini nella costruzione di una proposta di legge di grande importanza per la vita del Paese. Quotidianamente gli iscritti al portale possono suggerire modifiche alle proposte di legge che noi rappresentanti alla Camera ed al Senato pubblichiamo on line prima di depositarle. Queste rimangono a disposizione degli iscritti per almeno due mesi e rese disponibili a chiunque voglia suggerire modifiche ed emendamenti, prima di essere poi riviste dai deputati e senatori proponenti ed essere infine depositate.

A tutto questo bisogna sempre aggiungere un punto fondamentale: la rinuncia, senza se e senza ma, ai cosiddetti “rimborsi elettorali”, proprio perché i cittadini italiani con il referendum del 1993 furono molto chiari sulla loro volontà di abolizione totale del finanziamento pubblico ai partiti. E noi al volere dei cittadini ci teniamo!

Con queste azioni la politica, intesa nel suo significato originario di “cura della cosa pubblica”, acquisisce un sapore completamente differente per ogni cittadino. La politica impatta sulla vita di ognuno di noi.

Per questo l’obiettivo più importante è che il cittadino torni ad essere protagonista della politica.

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