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Ci pare difficile, ancorchè in questa sede necessario, parlare solo della detassazione degli straordinari senza conoscere ancora il testo definitivo e, dall’altra parte, "slegando" od esaltando questo questo provvedimento rispetto agli altri due presi dal governo nel medesimo CdM. La ‘politica’ va pensata e riflessa nel suo significato originario e non settoriale o parziale; poi si possono esprimere giudizi specifici come pur tenteremo di fare.

Grave infatti ci pare il provvedimento sulla sicurezza (dopo i gravi silenzi sui fatti di Ponticelli…) dove- per non entrare nel merito analiticamente- si equipara il criminale al clandestino che lavora (lavoratori e badanti) ma che non ha potuto ancora ottenere la regolarizzazione (per le non poche e mai sottolineate a sufficienza rigidità ideologiche della legge Bossi-Fini). Rendere più perseguibile la regolarizzazione da parte di chi ha già oggi un lavoro ‘reale’ e continuativo, dall’altro rendere più certe le pene per chi commette crimini; questa la risposta che si doveva dare alla richiesta di sicurezza dei cittadini. Ma questa non pare la strada intrapresa dal governo (in tal caso molto ‘leghista’ ).

Altrettanto grave la inconsistenza del provvedimento sui mutui; dove anche la stampa risulta colpevole di inesatta informazione. In questo caso (riservandoci di entrare nel merito in altra occasione) non c’è risparmio da parte del soggetto ma un attutimento dei ‘picchi’ però con relativa dilazione del debito (chi aveva una rata debitoria da pagare non se la vedrà aumentare se crescono i tassi, però se la vedrà allungare poniamo da 36 a 42 mesi…). Meno male che le associazioni dei consumatori hanno fatto chiarezza su un accordo per di più definito dal Governo con il “cartello” delle banche che dunque nulla ci rimettono (altro che sacrifici delle banche…)

Ma veniamo alla detassazione degli straordinari. Intanto diciamo forte e chiaro che non intendiamo bocciare in toto il provvedimento; di per sé può anche rappresentare un momento positivo. Discutiamo sulla opportunità e nello stesso tempo sulla priorità.

Opportunità perché innanzitutto vi è un aspetto per larga parte incostituzionale nell’escludere il lavoro pubblico (nell’ottica di tale timore forse si configura come sperimentale) e per altra parte iniquo (sia per ambiti produttivi che meno si avvalgono degli straordinari sia per categorie di lavoratori (non solo le donne ma anche tutta la platea dei non standard…ecc.ecc.) nella pratica impossibilitati a farlo. Secondariamente perché finirà per scoraggiare nuova occupazione, laddove le imprese (e non a caso la Confindustria è molto d’accordo) preferiranno far fare straordinario rispetto ad assumere anche e soprattutto a tempo determinato nei picchi produttivi od altro. Ultima, e non secondaria, osservazione; le famiglie, dove lavorano entrambi i coniugi che però faticano ad arrivare alla fine del mese, dovranno scegliere di fare straordinario perché meno tassato e migliore risorsa per integrare gli stipendi. Ma si è pensato a cosa ciò può significare per la famiglia? Aumenterà il tempo di “assenza” genitoriale rispetto alle esigenze educative dei figli..e non diciamo altro.

Contestazione, dunque, sulla non “priorità” di questo provvedimento (salvo per far il primo piacere alle imprese) perché si poteva o accompagnare o far precedere questa norma da qualche provvedimento di detassazione diverso che realmente aumentasse il tenore di vita dei lavoratori senza doverli far lavorare di più. Ma questa sarebbe “un’altra politica”……

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