|

Mi riallaccio al precedente articolo relativo alle fonti di finanziamento dei comuni del Cantone Ticino (Svizzera) per approfondire il tema della perequazione intercomunale.

rn

Quello della perequazione è un tema centrale nel complessivo dibattito sul federalismo. Si parla di “federalismo solidale” per ricordare la necessità che la maggiore autonomia lasciata ai singoli territori non provochi eccessive differenze di trattamento per i cittadini.

Nella Confederazione Elvetica, si hanno due livelli di perequazione: a livello federale tra i diversi Cantoni e a livello cantonale tra i comuni.
Con riguardo a questo secondo livello, il Cantone Ticino ha rivisto il sistema di perequazione nel 2002 con una nuova “Legge della perequazione intercomunale” che prevede quattro strumenti principali:

rn

    rn

  1. il contributo di livellamento (perequazione orizzontale);
  2. rn

  3. la compensazione finanziaria verticale;
  4. rn

  5. l’aiuto agli investimenti dei comuni;
  6. rn

  7. il contributo ricorrente per gli oneri legati alla localizzazione geografica.
  8. rn

rn

 
Il primo strumento rappresenta la più significativa forma di perequazione ed è di tipo orizzontale. I comuni più ricchi destinano una quota delle loro risorse ad integrare le risorse dei comuni più poveri. L’obiettivo consiste nel fare in modo che nessun comune abbia risorse fiscali inferiori al 72% della media cantonale. Questo livello rappresenta il massimo grado di differenziazione nelle risorse che si intende tollerare.
Il contributo di livellamento, poi, sarà al massimo pari al 20% della differenza tra il gettito fiscale procapite potenziale di ciascun comune e quello medio cantonale. Evidentemente l’obiettivo non è quello di portare tutti i comuni ad avere lo stesso ammontare di risorse fiscali potenziali (visto che poi, quelle effettive dipenderanno dalle scelte di imposizione dei singoli comuni), ma di ridurre le differenze entro limiti ritenuti accettabili.
Operativamente, l’ammontare del contributo viene calcolato sulla base della differenza di risorse fiscali rispetto alla media e del livello di imposizione che il comune esercita, cioè dalla definizione del moltiplicatore comunale (vedi articolo precedente). Ciò significa che l’ammontare del contributo dipende anche dallo sforzo che il comune dimostra di fare per coprire le proprie spese attraverso la pressione fiscale sui propri cittadini.
La compensazione finanziaria verticale coinvolge direttamente il governo cantonale nel sistema di perequazione. Infatti, sulla base della forza finanziaria dimostrata da ciascun comune vengono differenziati i sussidi che il Cantone distribuisce ai comuni e la compartecipazione alle spese cantonali di cui i comuni si fanno carico.
I comuni che hanno risorse fiscali inferiori alla media e un moltiplicatore superiore al 90% (cioè un’imposizione fiscale già ai massimi livelli) possono chiedere al governo cantonale di ricevere contributi per il finanziamento di infrastrutture di base, opere o partecipazioni di sviluppo e per progetti in ambito sociale e culturale. Il contributo può essere nella forma di un finanziamento diretto o della copertura degli oneri finanziari relativi. Nella sua quantificazione, il governo cantonale tiene conto del tipo di opera e delle altre forme di finanziamento attivate dal comune proponente.
Infine, i comuni esplicitamente inseriti in un apposito elenco perché caratterizzati da particolari condizioni di svantaggio legate alla posizione geografica, nel caso dimostrino di avere risorse fiscali inferiori alla media cantonale e una pressione impositiva comunale oltre il 90% possono richiedere contributi ricorrenti per alcuni servizi specifici quali la manutenzione delle strade (ad esempio per la spazzatura della neve), il trasporto degli scolari, l’erogazione dell’acqua potabile.
Nel complesso, dunque, il sistema di perequazione ticinese si fonda su alcuni principi essenziali:

rn

    rn

  1. assicurare un limite massimo alle differenze di capacità fiscale tra i diversi comuni;
  2. rn

  3. tener conto delle esigenze particolari dei comuni svantaggiati da una posizione geografica meno favorevole (in particolare, i comuni montani);
  4. rn

  5. evitare fenomeni di “re-ranking” cioè che i comuni più poveri grazie alla perequazione possano disporre di risorse economiche superiori ad alcuni comuni “contribuenti”;
  6. rn

  7. assicurare che i comuni rimangano i primi responsabili della raccolta di risorse adeguate a coprire i costi dei servizi pubblici, lasciando alla perequazione un ruolo strettamente sussidiario.
  8. rn

rn

 
Nel sistema delle autonomie ticinese, dunque, le differenze tra i comuni per quanto riguarda la loro forza economica non sono viste come un dramma, ma come una componente naturale di un assetto federale. Certamente, si tratta di riportare entro certi limiti le situazioni estreme, ma senza pregiudicare la libertà e, soprattutto, la responsabilità di ciascuna comunità locale nel perseguire alti livelli di efficienza e di efficacia delle politiche.
Dato l’assetto fiscale complessivo, i comuni sono chiamati a mettere in atto una piccola competizione per avere sul proprio territorio persone fisiche e giuridiche con maggiori capacità fiscali. Questa competizione permette di stimolare ciascuna amministrazione comunale verso la costruzione di un’offerta territoriale con caratteristiche tali da massimizzare la qualità della vita di chi vive od opera sul territorio. L’amministrazione pubblica, dunque, è fortemente ispirata alle logiche del marketing territoriale ed ai principi della gestione strategica.
L’esperienza ha mostrato come anche comuni di montagna, quindi particolarmente svantaggiati sotto il profilo morfologico, siano riusciti ad assumere un proprio “posizionamento strategico” interessante e a sfruttare a proprio vantaggio le dinamiche della “competizione territoriale”.
Non solo. In una situazione di questo genere è l’intero sistema cantonale ad avere successo. Si sente, infatti, una stretta corresponsabilizzazione di tutte le istituzioni pubbliche verso il perseguimento di condizioni di vita sempre migliori per la propria popolazione. Ed i successi in questo senso certamente non mancano.
 
Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

FACEBOOK

© 2008 - 2017 | Bene Comune - Logo | Powered by MEDIAERA

Log in with your credentials

Forgot your details?